venerdì, 17 agosto 2018

Ecco come i grillini guadagnano di più di quello che dicono

“Da consiglieri regionali guadagneremo 2.500 euro netti al mese”. Tuonava così nel 2013 il candidato alla Regione dei Cinque Stelle Davide Barillari. Mai promessa fu smentita così velocemente. Spulciando infatti il sito www.tirendiconto.it, sezione regione Lazio, la prima cosa che balza all’occhio è il fatto che alla fine del mese lo stipendio di ogni consigliere M5S non è di 2.500 euro come promesso ma si aggira sui 5000 euro netti.

Come è possibile? Andiamo per ordine: non appena eletti lo stipendio dei grillini passa immediatamente da 2.500 a 2.700 euro per assestarsi a 3.236 euro nel gennaio 2017. Teoricamente quindi sulla base delle promesse fatte e al netto delle maggiorazioni questa sarebbe dovuta essere la cifra che ogni consigliere grillino porta a casa a fine mese.

Lo stipendio quindi di cui vive? Sbagliato, perché a questa cifra si aggiungono i rimborsi, ossia i soldi rimborsati mensilmente per tutte le spese sostenute come la benzina, il cibo, i viaggi in aereo, gli abbonamenti dei mezzi e così via, insomma tutte quelle spese che i cittadini normali decurtano invece dal proprio stipendio.

Nella lista dei rimborsi spicca per esempio Valentina Corrado che tra gennaio 2014 ed agosto 2015 si è fatta rimborsare circa 13mila euro per i pasti, o il consigliere Porrello che tra aprile 2014 e luglio 2015 ha ricevuto 28mila euro per le spese sostenute per “auto propria”; addirittura Davide Barillari ha chiesto la restituzione di parte del costo dell’asilo nido del figlio. Insomma da 2500 a 5000 euro il passo è brevissimo e al diavolo la promessa. Nulla di illegale chiaramente poiché questi soldi arrivano dal loro stipendio ma l’ennesima presa per i fondelli nei confronti dei cittadini laziali che a differenza dei consiglieri grillini non possono godere di rimborsi e privilegi.