mercoledì, 19 dicembre 2018

Rimborsi dall’Unione Europea per campagna elettorale 5 Stelle.

I paladini della legalità, dell’uno vale uno e dell’honestà prima di ogni cosa ormai sono solo una barzelletta. Predicano bene e razzolano male ci verrebbe da dire. Oggi infatti su Repubblica leggiamo di una trama di rimborsi fantasma da parte della responsabile della comunicazione 5 Stelle al Parlamento Europeo, Cristina Belotti. Pare, tra le altre cose, che Gigino Di Maio, il candidato premier, abbia tentato di mettere tutto a tacere come se nulla fosse accaduto. Ci ha provato ma con scarso successo. Alllora ricapitoliamo: la gente li dovrebbe votare perché sono bravi e onesti. Sul bravi, l’esempio della Raggi e della non amministrazione di Roma, ci ha fatto capire che tutto sono tranne bravi, e pare abbastanza chiaro, da queste ultime rivelazioni, che anche sul piano dell’onestà non godano ormai di grande credibilità. E allora, cari amici 5 Stelle, ma perché vi dovremmo votare?

 

“C`è una storia di rimborsi spese e funzionari pagati dall`Unione europea al servizio della campagna elettorale di Luigi Di Maio che apre dubbi sui metodi utilizzati dal Movimento 5 Stelle all`Europarlamento. Una serie di casi finora gestiti in gran segreto dalla leadership grillina che hanno spaccato il gruppo degli europarlamentari M5S a Strasburgo. Tra i protagonisti della vicenda Cristina Belotti: un nome poco noto al grande pubblico, ma una figura di primo piano all`interno del Movimento in Italia e in Europa. A Bruxelles e Strasburgo Belotti è a capo della Comunicazione del gruppo parlamentare 5Stelle, è colei che in contatto con la Casaleggio e i vertici romani del partito traccia le strategie politiche degli eurodeputati grillini. Lo scorso autunno l`amministrazione dell`Efdd “Europe of Freedom and Direct Democracy”, la famiglia politica degli europarlamentari M5S e Ukip – ha scoperto irregolarità nelle missioni in Italia di Belotti. Le regole dell`Eurocamera prevedono che le trasferte dei funzionari dei gruppi possano essere spesate dall`assemblea solo se legate ad attività di politica Ue. Nel caso della dirigente M5S diverse missioni risultavano collegate alla campagna elettorale di Luigi Di Maio per il referendum del 4 dicembre 2016, per le comunali 2017 e per le regionali siciliane di ottobre. La situazione è precipitata lo scorso 11 dicembre, quando Belotti si è segnata presente alla plenaria di Strasburgo – con tanto di diaria mentre per l`amministrazione del gruppo era assente. A quel punto il caso è esploso tra i grillini e l`amministrazione Efdd ha verificato un trentina di sue missioni per un valore di circa 15mila euro di rimborsi chiesti, chiedendole in via informale di dimettersi. Ma Belotti è restata in sella, coperta dalla leadership del Movimento: dagli atti dell`amministrazione risultano interventi in sua difesa a nome di Davide Casaleggio, Beppe Grillo e Di Maio. L`epilogo il 19 dicembre 2017, quando si è tenuta l`ultima riunione tra Belotti e il segretario generale Efdd, Aurelie Laloux. Per evitare le dimissioni e il rischioso coinvolgimento del segretariato generale del Parlamento, Belotti ha accettato di rinunciare alle diarie e ai costi vivi di alcune missioni stracciando le richieste di rimborso spese, rimaste a suo carico. Repubblica ha potuto prendere visione dei documenti che certificano la cancellazione di almeno tre missioni: la diaria per la plenaria di Strasburgo di dicembre, il viaggio a Roma e Milano del 25 e 26 ottobre 2017 (comizio di Grillo) e la trasferta a Castelfranco del 21 gennaio 2017 (“Ricorso day” con Di Maio). Fonti del gruppo parlano di altre missioni che sarebbero state cancellate. Inoltre Belotti (unica circostanza che ha confermato nel corso di una telefonata con questo giornale) ha restituito i soldi per il viaggio a Milano eRoma del 9-11 giugno che il Parlamento europeo le aveva già rimborsato (196 euro di diarià più voli e albergo): in realtà si trovava a Genova per la chiusura della campagna elettorale delle amministrative. Per evitare ulteriori conseguenze Belotti si è messa in congedo non retribuito fino al 7 marzo 2018: oggi è uno dei più stretti collaboratori di Di Maio per la campagna elettorale. Prima del congedo però Belotti ha caldeggiato l`assunzione presso il gruppo Efdd di Stefano Torre. Dal primo gennaio Torre è stato assegnato come stager distaccato alla rappresentanza Efdd presso l`ufficio del Parlamento europeo di Roma, accompagnato da un tutor, Andrea Pollano, funzionario Ue (sempre del gruppo Efdd) trasferito apposta nella Capitale”.