sabato, 26 maggio 2018

Quando i 5 Stelle governano sono un disastro. Ecco le prove

Si potrebbe parlare per ore delle prove empiriche del malgoverno dei 5 Stelle. Per non portarvi via però troppo tempo ci limiteremo a fare un riassunto ma che vi ricordi quello che è successo e che purtroppo ancora succede quando a governare sono i grillini.

  • La prima della lista non può che essere Roma. Virginia Raggi ha avuto l’occasione di cambiare Roma, di mostrare le capacità del suo movimento, ma dopo mesi e mesi dall’inizio del suo mandato a Roma la situazione è drammaticamente precipitata. La sensazione è che la sindaca resti ferma immobile per rischiare di fare danni. Tra inefficienza amministrativa e beghe giudiziarie probabilmente la Raggi verrà ricordata come il peggior sindaco della Capitale d’Italia (che tristezza). Fallimento totale, voto 2 e resto della lezione dietro alla lavagna.
  • Restando sempre a Roma impossibile non menzionare i due municipi caduti: VIII e III. Il mini sindaco Pace ha mollato dopo le frizioni in atto da giorni con alcuni consiglieri “ortodossi” che fanno capo a Roberta Lombardi e rimproveravano a Paolo Pace di non essere collaborativo o in linea coi principi del Movimento; la seconda è Roberta Capoccioni del Municipio III (feudo della Lombardi), anche lei costretta a dimettersi per faide interne al proprio consiglio.
  • Sempre nel Lazio facciamo un piccolo passaggio su Ardea, dove il sindaco grillino ha sospeso i fondi per poter garantire l’istruzione ai ragazzi diversamente abili per non parlare dell’assessore Tiziana Guida della giunta 5 Stelle di Guidonia che ha definito pochi giorni fa il suo paese una m…a.
  • Andando fuori dalla regione Lazio le cose non è che vadano meglio: è drammatica la situazione della collega della Raggi, Chiara Appendino, che a Torino ereditava un ancora più stabile benessere amministrativo ed economico, può esibire alcunché: oltre alla tragedia di piazza San Carlo parlano il dissesto della Gtt, l’azienda di trasporto pubblico, il no ideologico grillino ai capitali privati in pieno triangolo industriale, le bocciature del bilancio 2016, le faide interne al movimento.
  • Anche Parma, prima conquista nel 2012, “si governava da sola”. Ma il sindaco Federico Pizzarotti è stato anche il primo a mandare a quel paese Beppe Grillo. La sua rielezione da indipendente dimostra che meet-up, blog, statuto, e tutte le trovate della ditta Casaleggio, lo stesso Grillo, sono solo fuffa, se si vuole affrontarle senza complessi.
  • Idem per il sindaco di Pomezia, Fucci scappato anche lui dal movimento e dalle inutili regole e restrizioni della Casaleggio Associati.
  • Ultimo ma non per importanza o livello di inadeguatezza, Filippo Nogarin, eletto a Livorno nel 2014 causa la pancia piena della sinistra nella roccaforte rossa, che ha subito fatto rimpiangere i vecchi politici: si è opposto al raddoppio del porto, già finanziato dal governo; ha dormito, letteralmente, nella notte dell’alluvione di settembre (nove morti) poiché la Protezione civile a cinque stelle non rispondeva alle chiamate di quella regionale (è indagato per omicidio colposo).