lunedì, 15 ottobre 2018

Polpetta avvelenata…o tana per Di Maio?

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Sulle pagine del ‘Fatto Quotidiano’ in questi giorni si parla di una polpetta avvelenata per l’aspirante premier grillino Luigi Di Maio. Citato a ottobre 2016 da Carlo Russo, l’imprenditore di Scandicci amico di Tiziano Renzi, il papà dell’ex presidente del Consiglio. Russo afferma con decisione di non aver mai conosciuto Di Maio…ma aggiunge un aneddoto.

Mamma e sorella… so pezzi e core.  Russo racconta di qualcun altro che invece conosce: Luciano Chiappetta, un importante dirigente del Miur.
E proprio Di Maio sarebbe andato a trovare Chiappetta nella sua casa delle vacanze… per chiedere favori lavorativi, con l’occasione, sia per la mamma – che insegna italiano e latino al liceo – che per la sorella architetto. Chiappetta, chiamato dal vicedirettore del Fatto Lillo ha negato di conoscere entrambi, sia Russo che Di Maio, pur avendo abitato, come quest’ultimo, a Pomigliano.

Le conclusioni di Lillo? Di Maio è stato vittima di «polpetta avvelenata». E per il direttore del Fatto, Marco Travaglio, è stata proprio la pubblicazione di queste intercettazioni penalmente irrilevanti a salvare Di Maio da un potenziale ricatto elettorale dell’ultimo momento.