lunedì, 15 ottobre 2018

Le spese pazze di Luigi Di Maio.

Giorgio Stamatopoulos ci racconta questa mattina su Il Giornale una classica storia di incoerenza grillina. Oggi riguarda addirittura lo sgrammaticatissimo candidato premier dei 5 Stelle: Luigi Di Maio.

“M5S è ormai pronto per guidare un governo, consociativo o di scopo purchessia, giunto com`è alla fine di un percorso di trasformazione, avvenuto come si sa, non senza drammi e strappi. E a caro prezzo, almeno per i contribuenti, perché la costruzione del leader che incarna il nuovo corso del M5S è costata tempo, ma soprattutto denaro: più di 400mila euro. A tanto ammontano i rimborsi spese che Luigi di Maio ha totalizzato in 5 anni di legislatura. Quasi tre volte quanto speso dal pur dinamico Roberto Fico, suo diretto competitor. La media fa 7.310 euro al mese. Come documentato da Panorama, gran parte dei soldi, erogati dalla Camera, sono serviti per «attività ed eventi sul territorio»: ben 191mila euro, Scomponendo poi questa somma, circa 50mila euro sono andati per «missioni non ufficiali» e 73.985 euro «in spese logistiche per la partecipazione agli eventi». Non male per il leader del movimento che si vanta di rinunciare al finanziamento pubblico”.