domenica, 19 agosto 2018

La Raggi e gli assunti fedelissimi del suo ufficio stampa. Alla faccia dell’Anti Kasta

In questo pezzo di Giovanna Vitale per la cronaca di Repubblica, la giornalista racconta la solita storia dell’incoerenza grillina. Loro che hanno cavalcato l’onda degli zero sprechi, del merito prima di tutto, dell’abolizione dei privilegi della Kasta e che sistematicamente vengono smentiti dalle loro azioni. La sindaca Raggi ha trovato al suo arrivo al Campidoglio 49 comunali assunti in servizio permanente nella struttura dell’ufficio stampa. Non ha attinto da li per formare il suo di ufficio stampa, ma ha chiamato altri 15 giornalisti esterni e pagati dai cittadini. Oltre a questi 15, come leggete sotto, è stato fatto un bando per trovare tre smanettoni di photoshop “assolutamente fondamentali” per il bene dell’amministrazione. Quindi oltre ai primi 49 si aggiungono questi altri 18 per un totale di 67. Ecco abbiamo davvero forti dubbi che sia tutti e 67 necessari, anzi ne siamo assolutamente convinti. Quindi la Raggi e i suoi degni compari, la prossima volta che sentono l’irrefrenabile impulso di parlare di sprechi o dei privilegi della Kasta, diano uno sguardo prima dentro casa, così giusto per correttezza.

“Non bastavano i 49 comunali in servizio permanente all’Ufficio stampa del Campidoglio, che vanno a sommarsi ai 15 giornalisti esterni assunti con contratto a tempo determinato negli staff di sindaca e assessori. Il direttore del Personale, Angelo Ottavianelli, ha appena lanciato un bando interno per individuare «tre nuove unità ascritte alla categoria C», da destinare alla suddetta e già pletorica struttura di comunicazione istituzionale. Dove già lavorano una trentina di professionisti iscritti all’albo, più una ventina tra amministrativi, archivisti e addetti al fotografico. Evidentemente però insufficienti a gestire l’imponente flusso informativo in entrata e in uscita da palazzo Senatorio.

Forse la ragione per cui, da circa un anno e mezzo, i telefoni di Roma Capitale squillano quasi sempre a vuoto, cercare conferme a una notizia è diventata un’Odissea, per non dire intervistare uno qualunque della giunta Raggi: le rare volte che la risposta è positiva, si pretende dal cronista l’invio di domande scritte e preventive, che però a tarda sera restano spesso senza riscontro”.

Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/11/17/news/roma_altri_tre_giornalisti_ma_abili_nel_foto_ritocco_per_il_campidoglio-181359075/