mercoledì, 15 agosto 2018

La Lombardi e il rimborso fotocopia da 1629 euro. Il sospetto: “bonifici finti”

Questa mattina quando ci siamo svegliati e non credevamo fosse necessario tornare sulla questione rimborsopoli, ma aprendo il giornale Il Messaggero abbiamo letto il pezzo di Simone Canettieri che in una parte scrive parlando di Roberta Lombardi e rimborsopoli: “Ma c`è un altro particolare, considerato curioso: per sei mesi, da aprile a settembre 2015, ha restituito sempre la stessa identica somma:1.629 euro. Nel Pd inoltre l`accusano di aver le spese di staff più alte tra i parlamentari e ritirano fuori il messaggio di Virginia Raggi che in una chat con i Quattro amici al bar scriveva a proposito della nemica: «Lei è proprio l`ultima dalla quale accetto lezioni di moralità. Da quella poco di buono che ha fatto passare la baby sitter come assistente parlamentare, facendola pagare con i soldi dei cittadini. Lei di certo non si può permettere di giudicare me». Veleni che sono ormai alle spalle. Dallo staff di Lombardi giustificano le spese alte e quindi la restituzione sotto la media per via della situazione personale di Roberta «costretta a girare Roma per il suo lavoro politico senza però trascurare la famiglia». Ecco magari spiegato il perché l`uso spinto dei taxi. Ma sono i sei mesi identici la vera curiosità”.

 

Quello che scrive Canettieri ci ha particolarmente incuriosito, e allora ci siamo spinti un po’ oltre e siamo andati sul sito di rendicontazione per scoprire magari qualcosa di nuovo. E qualcosa di nuovo c’era eccome. Abbiamo effettivamente notato che la Lombardi, non solo da aprile a settembre 2015 ha restituito la stessa identica cifra o molto molto (troppo) simile, ma la stessa cosa è successa anche tra giugno e dicembre 2013; tra marzo e agosto 2014; tra marzo e agosto 2016 e stesso giochetto anche tra marzo e settembre 2017 con unica eccezione agosto. E allora il mistero si infittisce. Qui non parliamo più di un caso, che ci può stare, ma di una serie di “coincidenze” ripetute che coincidenze non possono essere. A questo punto facciamo solo un’ipotesi, ovviamente non siamo noi l’organo competente a formulare accuse: ma come è possibile che una persona spenda esattamente la stessa cifra? Non è che questi bonifici tutti uguali o cambiati di pochi euro sono stati poi ritirati e mai realmente effettuati come è emerso dallo scandalo delle ultime ore per altri parlamentari 5 Stelle? Rimborosopoli si allarga a macchia d’olio senza freni, e da quello che ha scoperto il Messaggero e dalla nostra analisi dati, pare proprio che anche Roberta Lombardi rischi di finirci dentro. Dovrà spiegare più di una cosetta la “Faraona”…