martedì, 18 dicembre 2018

Il “milanese” Parisi litiga pure coi tassisti di Roma

Stefano Parisi, l’uomo catapultato nel Lazio dalla sua Milano (dove ha corso in passato per diventare sindaco). L’abbiamo sempre chiamato “il pesce fuor d’acqua” di queste elezioni regionali, e crediamo che questo appellativo sia assolutamente azzeccato. Cerca disperatamente il consenso tra gli elettori del centrodestra, spaccati tra lui e Pirozzi (non sono stati capaci di trovare un accordo) e tra spot elettorali decisamente fantasiosi e tentativi di racimolare qualche voto, ieri Parisi si è messo addirittura a millantare accordi di categoria (in questo caso i tassisti) per essere però subito smentito dagli stessi rappresentati di categoria. Una figuraccia per Parisi che pare non aver capito come funziona il Lazio, ma che avremmo potuto aspettarci… lui è di Milano…

“Qualsiasi persona voglia vorrebbe ricoprire il ruolo di Governatore di una Regione importante come il Lazio, dovrebbe verificare meglio le proprie fonti, prima di fare un certo tipo di affermazioni”. È quanto sostengono in una nota, la segreteria romana di Federtaxi Cisal, Uiltrasporti Lazio taxi, Ugl taxi e Fit-Cisl Lazio taxi, “in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Dottor Stefano Parisi, candidato alla Presidenza della Regione Lazio, su un presunto accordo unitario sottoscritto da tutti i sindacati dei tassisti e dei noleggiatori, per la regolamentazione del comparto”. “Diverse ed importanti organizzazioni sindacali del settore – spiega la nota – non hanno condiviso ne il percorso, ne il contenuto di quel documento sottoscritto prevalentemente da strutture che rappresentano solo gli interessi di organismi di natura economica. Abbiamo anche la convinzione che i nostri vertici nazionali, a prescindere dal colore politico del prossimo governo, sapranno il lavoro di confronto fin qui svolto e far valere i legittimi interessi degli operatori onesti che da sempre si battono contro ogni forma di abusivismo. Ci permettiamo infine di suggerire al Dottor Stefano Parisi, di prestare anche maggiore attenzione alla composizione della lista che lo sostiene, poiché alcuni dei personaggi da lui candidati, risultano avere pesanti responsabilità per la disastrosa situazione in cui versa il comparto del trasporto pubblico non di linea nel Lazio, ed in particolare a Roma”.