venerdì, 22 giugno 2018

I Cinque Stelle bloccano il piano rifiuti regionale

Giovanna Vitale questa mattina su Repubblica ci racconta una volta per tutte la verità sui rifiuti della Capitale e dell’ultimatum del Governo alla sindaca Raggi. Ce la faranno, in tempi brevi, a prendersi le loro responsabilità liberando Roma da una montagna di rifiuti? 

«È tutta colpa del Pd e della Regione Lazio che non aggiorna il piano rifiuti dal 2012». Al governo non è proprio andato giù il refrain intonato dalla sindaca Raggi per declinare ogni responsabilità sul caos immondizia che ha fatto il giro del mondo, rovinando il Natale a romani e turisti. E così, dinnanzi alla quarta crisi nel giro di un anno e mezzo, finita col consueto scaricabarile, il ministro dell`Ambiente Gianluca Galletti ha deciso di fare chiarezza. E lanciare un ultimatum: o VirginiaRaggi, nella sua doppia veste di sindaca della Capitale e della Città Metropolitana, fornisce le informazioni necessarie ad aggiornare il piano rifiuti del Lazio – che senza le indicazioni del Campidoglio è impossibile fare – oppure verrà commissariata. Sarà la giunta Zingaretti, come prevede la legge in caso di inerzia amministrativa, a stabilire dove e quali impianti realizzare in base al fabbisogno fissato con delibera lo scorso aprile. È il contenuto della diffida che il 10 gennaio il direttore generale del ministero, Mariano Grillo, ha inviato a Dipartimento Tutela Ambientale della Città Metropolitana e, per conoscenza, a quello capitoli- no. «Lo scrivente dicastero nel corso degli ultimi mesi ha promosso, nell`ambito di uno specifico tavolo tecnico istituito con la Regione Lazio e il Comune di Roma, le attività necessarie al superamento delle problematiche sulla gestione dei rifiuti che ormai da tempo affliggono l`intero territorio regionale», premette il dg. «Il quadro che ne è scaturito non ha potuto non delineare le complesse criticità e carenze dell`impiantistica che riguardano tutto il territorio regionale, alle quali si correla necessariamente la peculiarità di Roma Capitale, contribuendo da sola a più della metà dellaproduzione totale di rifiuti urbani regionale», denuncia Grillo, sottolineando il peso della Città eterna sull`intero sistema. «Al riguardo si evidenzia che tra i motivi che hanno concorso allamancata adozione da parte della Regione Lazio delle scelte strategiche sulla realizzazione delle infrastrutture necessarie alla chiusura del ciclo dei rifiuti, ricorrerebbe anche la mancata trasmissione da parte di codesta Città Metropolitana della documentazione inerente l`individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento, nonché delle zone non idonee», avverte ancora Grillo, richiamando le norme che im- putano proprio ai comuni (tra cui Roma) e all`ex Provincia l`onere di fornire tali dati. Pertanto, «tenuto conto delle recenti problematiche che nuovamente hanno afflitto la Capitale durante le recenti festività, preme sapere a questo dicastero gli esiti del procedimento e le tempistiche per la trasmissione delladocumentazione all`amministrazione regionale competente», incalza il dg. Chiedendo pure di conoscere «quali attività siano state svolte» e quali no, essendo abbondantemente scaduto «il termine per presentare eventuali osservazioni da parte dei comuni, fissato al 30/9/2017». Quasi quattro mesi di immobilismo, di cui ancora non si vede la fine. Perciò, «allo scopo di non procrastinare ulteriormente l`approvazione del piano regionale rifiuti» – ritardo che Raggi addebita a Zingaretti, pur essendone l`artefice – «questo dicastero auspica un maggior impegno da parte delle amministrazioni locali per superare l`attuale impasse». Altrimenti, «in caso di inadempimento, l`autorità regionale è chiamata ad avvalersi del potere di cui all`art.3 della L.R. 27/98». Ovvero sostituirsi al Campidoglio e alla Città Metropolitana per progettare quei benedetti impianti di cui la capitale d`Italia ha un disperato bisogno. Accanto, la diffida con la quale il ministero dell`Ambiente intima alla Città Metropolitana di Roma e al Campidoglio, guidati entrambi da Virginia Raggi (sopra), di fornire alla Regione Lazio i documenti necessari ad aggiornare il piano regionale rifiuti e a realizzare nuovi impianti. Il termine è scaduto il 30 settembre: se l`inerzia persisterà, la sindaca verrà commissariata.